La carità la spingeva a volere che tutti gli uomini potessero abbeverarsi alle sorgenti dell’amore divino, tutti senza escludere nessuno. Con la sua testimonianza di preghiera e di comunione con Dio ci viene incontro per aiutarci e ricordarci che l’occupazione più alta è occuparsi di Dio. Santa Veronica ha vissuto appieno e sorretta dalla grazia il cuore della Regola di san Francesco che dice «sopra tutte le cose bisogna cercare di avere lo spirito del Signore e la sua santa operazione, e pregare sempre a Lui con puro cuore...». Essa divenne non tanto una donna che prega, ma come San Francesco una preghiera vivente. Santa Veronica è stata altresì una grande missionaria che si è consumata per la Chiesa e per la conversione dei peccatori. Avvertiamo come dalla contemplazione di Cristo scaturisce l’ardore apostolico e missionario. È un grande principio del nostro carisma cappuccino. Qui la santa ha molto da dire ad ognuno di noi. La sua teologia della carità è innervata nel concetto che ella si fece della Redenzione: Cristo si è incarnato per amore, la sua vita di povertà e di lavoro è diretta dall’amore, il suo insegnamento evangelico è, in sintesi, l’amore, il suo sacrificio è mosso dall’amore, la sua grazia è amore, il cielo è amore: tutto in Cristo è amore, perché egli stesso è l’Amore.
(dalla LETTERA CIRCOLARE IN OCCASIONE DEL 350 ANNO DELLA NASCITA DI SANTA VERONICA GIULIANI,
Mauro Jöhri OFM Cap, Ministro Generale)
12 giugno 2011)