L’anno liturgico ci presenta i misteri della vita di Cristo in successione temporale -la nascita, la vita apostolica, la Passione, la Morte, la Risurrezione, l’Ascensione, la Pentecoste - e anche l’arte moderna ci offre raffigurazioni di tali misteri in maniera distinta, così da poter contemplare l’uno e l’altro nei vari momenti della nostra vita.
Gli evangelisti però, e in particolare Giovanni, ci portano spesso dentro l’unico mistero della vita, che è Cristo stesso, permettendoci di vedere nel Crocifisso, anche “l’Innalzato” (ossia il Cristo asceso alla destra del Padre che “attira tutti a sé” Gv 12,32) e Colui che morendo: “emise lo Spirito” (Gv 19,30).
Proprio questa è stata anche l’intenzione di Giorgio Serafino, autore della scultura realizzata su legno di noce, che ci permette oggi, di contemplare il Cristo nella totalità del mistero pasquale.
Pregando davanti a quest’opera, ci ritroviamo sì, davanti al Crocifisso della Passione, con il costato aperto dalla lancia e quindi morto, ma lo vediamo anche vivo, con gli occhi aperti, fissi nel cuore del Padre, due occhi che ci portano oltre il tempo, dove ogni uomo e donna sulla terra, dall’inizio alla fine della storia, può sentirsi visto e guardato con attenzione tutta personale.
Le sue braccia spalancate mostrano come in Lui, nel suo cuore aperto, ci sia posto per tutti e quanto Lui attenda ciascuno per abbracciarlo con tutta la misura del cuore stesso di Dio!
In quest’opera possiamo ancora contemplare:
il Cristo che sul monte parla alle folle: “beati gli afflitti, perché saranno consolati … beati i miti, perché erediteranno la terra … beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!” (Mt 5, 3 ss.) Guardando Gesù, Crocifisso e Risorto ci sarà più facile comprenderle e crederci!
Il Cristo che sfama le folle a piene mani e si presenta come “il pane vero; il pane vivo, disceso dal cielo;” (Gv 6, 32. 51).
Il Cristo sofferente e poi morto, con il corpo aperto dalle piaghe. (Gv 19,34)
Il Cristo che risorge il mattino di Pasqua e appare ai discepoli riuniti nel cenacolo (Gv 20,20) e poi ascende alla destra del Padre “portando con sé prigionieri e distribuendo doni agli uomini” (Ef 4, 8).
Il Cristo che effonde lo Spirito senza misura sulla Sua Chiesa attraverso il sangue e l’acqua scaturiti dal Suo costato (1 Gv 5,6).
Auguriamo a tutti coloro che sosteranno a pregare davanti a questo Crocifisso, di arrivare a dire con S. Veronica:
“l’Amore si è lasciato vedere! l’Amore si è lasciato trovare!”